Preventivo pellet Sardegna

Pellet Cagliari vendita pellet per stufe in Sardegna

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vendita pellet  Cagliari in SardegnaPellet Cagliari Comune di 156488 Abitanti in Provincia di CA. il Pellet a  Cagliari negli ultimi anni è diventato sempre di più una valida alternativa alle fonti di riscaldamento tradizionali usate a Cagliari in provincia di CA . Ciò comporta una maggiore richiesta di Pellet da parte dell’utilizzatore sia privato che industriale a  Cagliari in provincia di CA. Il Pellet che vendiamo in Sardegna ha un’alta resa energetica e prezzi competitivi che, comparati con gasolio, gas e metano, portano a risparmi fino al 50%. Oggi è possibile trovare in commercio sistemi di riscaldamento come stufe, caminetti, caldaie specificamente costruiti ed ideati per essere alimentati tramite pellet. Pellet Sardegna è e venduto a  Cagliari in provincia di CA . La caratteristica di questo pellet Americano è determinata dal suo alto potere calorifico e dal suo bassissimo residuo di ceneri. E’ prodotto da tronchi di conifera decortecciati Americani pertanto in assenza totale di corteccia. Pellet Sardegna non contiene additivi chimici e neppure collanti. Pellet Sardegna ha un contenuto di ceneri sotto il valore di 0,5%. che vendiamo in Sardegna è venduto in tutta la Sardegna mediante il trasporto fino all'abitazione del Cliente a Cagliari. Pellet Cagliari, vendita pellet per stufe in Sardegna a Cagliari, pellet americano a Cagliari, rivendita pellet Cagliari, miglior Pellet a Cagliari

Pellet Cagliari vendita pellet per stufe in Sardegna vendita pellet in Sardegna Pellet Cagliari vendita pellet per stufe in SardegnaSCHEDA TECNICA
Legno vergine di Conifera
Diametro espresso in mm. 6 (mm)
Lunghezza 3.15≤L≤40 (mm)
Potere Calorifico ()  16,5≤Q≤19MJ/kg-3950≤Q≤4540kcal
Residuo ceneri (espresso in %) ? 0,5%
Sodio (espresso in PPM) 320 (PPM)
Umidità (espressa in %) ≤ 10%

Il Sacco
che vendiamo in Sardegna viene confezionato con un film di spessore di 110 micron microforato. Il film microforato permette di non avere all’interno del sacco quantità di aria che potrebbe compromettere la buona sigillatura durante il confezionamento creando inoltre un cuscino d’aria tra un sacco e l’altro che darebbe adito ad una cattivo stivaggio sul pallet. Il sacco è provvisto di un codice a barre EAN ( European  Article Number) utile all’ identificazione del prodotto. Pellet Cagliari, vendita pellet per stufe in Sardegna a Cagliari, pellet americano a Cagliari, rivendita pellet Cagliari, miglior Pellet a Cagliari

 Cagliari (IPA: [ˈkaʎʎari] Casteddu in sardo /ka'steɖːu/) è un comune italiano di 149.548 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della regione Sardegna.
È una delle 15 città metropolitane italiane, la cui area metropolitana (comprendente i comuni conurbati di Cagliari, Monserrato, Selargius, Quartucciu, Quartu Sant'Elena, Capoterra, Elmas, Assemini, Sestu, Settimo San Pietro, Maracalagonis, Sinnai, Decimomannu, Sarroch, Villa San Pietro e Pula) supera i 424.000 abitanti, che divengono 488.000 con l'agglomerato urbano diffuso.
La città di Cagliari è sede universitaria e arcivescovile. Città dalla storia plurimillenaria, è il centro amministrativo storico dell'isola essendo stata, sotto la denominazione di Caralis, capoluogo della provincia di Sardinia et Corsica durante il periodo romano e successivamente capitale del Regno di Sardegna, dal 1324 al 1720, e poi dal 1798 al 1814. Il suo porto è classificato "internazionale" per via della sua importanza nel panorama italiano e internazionale; svolge funzioni commerciali, industriali, turistiche e di servizio per passeggeri.
La città di Cagliari è situata nella zona meridionale della Sardegna, e si affaccia al centro del Golfo degli Angeli. La città si sviluppa intorno al colle dello storico quartiere di Castello, delimitata a est dalla Sella del Diavolo, dalla Catena dei Sette Fratelli e dallo stagno di Molentargius, a ovest dai monti di Capoterra e dallo Stagno di Cagliari, a sud dal mare e a nord dal colle di San Michele e dalla pianura del Campidano.
La leggenda, narrata dallo scrittore latino Solino, vuole che Caralis sia stata fondata da Aristeo, figlio del dio Apollo e della ninfa Cirene, giunto in Sardegna dalla Beozia nel XV secolo a.C. circa. Aristeo introdusse in Sardegna la caccia e l'agricoltura, riappacificò le popolazioni indigene in lotta fra di loro e fondò la città di Cagliari, sulla quale in seguito regnò. Secondo alcune fonti Aristeo venne accompagnato in Sardegna da Dedalo, il quale, secondo gli antichi greci, sarebbe l'artefice delle imponenti opere dedalee (i Nuraghi) presenti sull'isola
Ha in comune con Roma, Lisbona e Istanbul il fatto di essere stata costruita su 7 colli che identificano altrettanti quartieri cittadini: Castello, Tuvu Mannu, Tuvixeddu, Monte Claro, Monte Urpinu, Colle di Bonaria, Colle di San Michele.
La città è caratterizzata infatti da zone collinari, come i quartieri storici di Castello, Stampace, Marina e Villanova, e da zone pianeggianti, che rappresentano la maggior parte dei quartieri sorti a partire dal XIX secolo.
Il clima della città è tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati calde e siccitose. I valori estremi estivi talora superano di poco i 40 °C (a volte con tassi di umidità assai elevati), mentre quelli invernali, solo in condizioni particolari e rare, scendono leggermente sotto lo zero. Frequenti i venti, soprattutto il maestrale e lo scirocco; d'estate la brezza marina diurna da scirocco (s'imbattu) abbassa la temperatura e rende più tollerabile la calura. Leggermente più continentale il clima della pianura del Campidano come evidenziato dalle rilevazioni della Stazione meteorologica di Decimomannu.
Alcune domus de janas e resti di capanne del IV - III millennio a.C. scoperte a San Bartolomeo e sul colle di Sant'Elia confermano che la zona dove sorge l'odierna città fu abitata fin dal neolitico; le risorse del mare, degli stagni, del territorio arido ed in parte roccioso ma adatto alla cerealicoltura ed a qualche coltura orticola, garantivano il sostentamento delle pacifiche popolazioni del periodo prenuragico . Risalgono invece all'età del rame i reperti della cultura di Monte Claro, diffusasi in tutta la Sardegna, che prende il nome dall'omonimo colle cagliaritano.. Ritrovamenti archeologici dell'età del bronzo, come ad esempio le ceramiche egee ritrovate nel nuraghe Antigori presso Sarroch, fanno ipotizzare che le popolazioni nuragiche stanziate nell'odierno cagliaritano intrattennero intensi rapporti commerciali e culturali con i Micenei e sono testimonianza che i suoi porti godevano già allora di vita e di frequentazione . I Fenici, che frequentarono i porti di Cagliari e di altre zone della Sardegna sin dall'VIII secolo a.C., o in periodo comunque antecedente alla fondazione di Roma, si stanziarono all'imboccatura dello stagno di Santa Gilla. Il poeta romano Claudiano del IV secolo d.C., descrivendo Karalis , la dice "Tyrio fundata potenti", ossia fondata dalla potente Tiro (nell'odierno Libano) e i dati archeologici hanno confermato la presenza fenicia nel periodo della cosiddetta "talassocrazia" di Tiro.
Passata ai Cartaginesi nel V secolo a.C., la città conobbe un rapido sviluppo, testimoniato tra l'altro dalle necropoli di Tuvixeddu, ritenuta la più vasta necropoli fenicia del Mediterraneo, e di Bonaria: questi furono gli estremi dell'espansione urbana di quei secoli, che vide l'abbandono degli insediamenti nuragici sui colli ed il concentrarsi lungo la costa dell'abitato, che assunse un carattere decisamente mediterraneo. Il centro cittadino fortificato, situato nell'area oggi occupata dal quartiere della Marina, era affiancato dall'area sacra che sorgeva nell'attuale zona di Stampace, ed era chiuso tra i due quartieri portuali delle zone di Sant'Avendrace e di Bonaria.
Divenuta il centro principale dell'isola, ormai completamente punicizzata, passò ai Romani con tutta la Sardegna e la Corsica, nel 238 a.C., all'indomani della I guerra punica. L'aspetto dell'abitato non sembra essere cambiato molto durante la lunga dominazione romana, di cui sono notevoli resti l'anfiteatro e le ville suburbane come la Villa di Tigellio. Nei secoli successivi la Karalis romana mantenne il suo ruolo di metropoli sarda e nel 48 a.C. Cesare la premiò per averlo sostenuto nello scontro con Pompeo concedendole lo stato giuridico di municipio. Alla morte di Cesare i cittadini gli rimasero fedeli e si schierarono dalla parte del figlio adottivo Ottaviano Augusto, prima contro Sesto Pompeo, poi contro Antonio. Dopo la vittoria di Ottaviano ci fu un lungo periodo di tranquillità politica e di grande sviluppo economico, prima di cadere sotto l'occupazione dei Vandali d'Africa, comandati da Genserico, nella metà del V secolo. Caralis rimase parte del regno dei Vandali per circa ottant'anni, divenendo per un breve lasso di tempo capitale di un regno sardo indipendente proclamato dal funzionario germanico ribelle Goda. Fu riconquistata dai romani d'oriente di Giustiniano nel 534 d.C. ed entrò nel sistema amministrativo bizantino come sede del preside, funzionario imperiale a capo di tutta la Sardegna, e sottoposto all'esarcato d'Africa. Durante la guerra gotica, che imperversava nella penisola, contingenti di Goti occuparono per un breve periodo la città che passo poi nuovamente in mano bizantina. Nel 599 d.C. la flotta longobarda di Agilulfo compì un'incursione di saccheggio nelle coste cagliaritane ma venne respinta dalle milizie locali

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